Reverse engineering con l’intelligenza artificiale: cosa cambia per chi usa e distribuisce software
2 letture
Un progetto open source da centinaia di migliaia di stelle su GitHub permette a un assistente AI di smontare programmi e app. Cosa può fare davvero, e due precauzioni da prendere.
Il reverse engineering è l’analisi di un programma già compilato per capire come funziona dall’interno. Finora richiedeva specialisti e molto tempo. Negli ultimi mesi è diventato virale REA (Reverse Engineer Anything), un progetto open source che collega un assistente di programmazione basato sull’intelligenza artificiale agli strumenti di analisi dei programmi: su GitHub ha superato le 330.000 stelle.
Cosa fa, e cosa no. L’assistente può aprire un programma, un’app o il firmware di un dispositivo, descriverne il funzionamento e trovare punti deboli molto più in fretta di prima. Non restituisce però il codice originale: produce una ricostruzione approssimativa, che va comunque interpretata da chi sa leggerla.
Perché ci riguarda. È la stessa tendenza che ha portato alla scoperta delle falle PHP2Shell di questo mese: l’intelligenza artificiale rende più veloce trovare i difetti nel software, sia per chi li corregge sia per chi li sfrutta. Il tempo tra la pubblicazione di un aggiornamento e il primo attacco si accorcia.
Cosa significa per la vostra azienda
- Aggiornate prima. Se gli attacchi arrivano in pochi giorni, gli aggiornamenti di sicurezza di server, siti e programmi non possono aspettare il mese successivo.
- Niente segreti dentro i programmi. Se fate sviluppare app o gestionali, chiedete che password, chiavi di accesso e codici dei servizi online non siano scritti dentro il programma che consegnate ai clienti: oggi si estraggono facilmente.
- Scaricate solo dalle fonti ufficiali. Il successo di REA ha fatto nascere copie false del progetto che contenevano un trojan. Vale per ogni strumento: sito ufficiale o repository originale, mai link trovati sui social.
Se volete capire quanto sono esposti i programmi che usate o che avete fatto sviluppare, parliamone.
Fonti: 404 Media, HWUpgrade, ChipsBuilder
